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Arrivo e Prima Tappa

Tanti anni fa durante un volo intercontinentale, volando sopra la Groenlandia, ho visto l’aurora boreale per la prima volta. Un drappeggio verde smeraldo, di grandi proporzioni, che mi ha seguito in volo per diversi minuti……un vero e proprio spettacolo!! Da allora mi sono riproposta un giorno di andare a caccia dell’aurora boreale nei paesi nordici. A febbraio 2016 mi capita sott’occhio un programma di viaggio del Diamante (Quality Group) di 5 giorni in Islanda e decido di partire con alcuni amici.

 

Precisiamo subito una cosa: se vai in Islanda a febbraio DEVI amare il freddo…..le temperature sono rigide. A caccia dell’aurora ci si va di notte e siamo abbondantemente sotto lo zero con un vento che taglia come un coltello ben affilato!! Il volo atterra a Reykjavik, la capitale dell’Islanda, una cittadina moderna ed elegante dove vivono 200.000 persone (il 90% circa dell’intera popolazione islandese); di città, oltre alla capitale, ce n’è solo un’altra con poche anime nel nord del paese. La guida, il nostro è un tour con guida bilingue in italiano, ci dice che in tutta l’isola la criminalità è pari praticamente allo 0%…c’è una sola prigione, piccola e praticamente sempre libera…se commetti un crimine dove scappi o ti nascondi?……fuori non ci stanno neanche i lupi con il clima che c’è!!!…idem se scappi di prigione!!

 

Dopo la prima notte in città si parte per il giro classico del Golden Circle…tra storia, natura e scienza…a conoscere le meraviglie di questo paese. Prima tappa THINGVELLIR: parco nazionale ricco di storia. Tra il 930 e il 1798 qui si riuniva il consiglio degli uomini islandesi per discutere dei problemi della comunità e per legiferare su di essi. Questo a tutti gli effetti può essere considerata la prima forma di parlamento al mondo (adottare il cristianesimo fu una di queste importanti decisioni) Anche madre natura qui si mette in mostra. L’area fa parte del rift Nord Atlantico. La tettonica a placche te la fanno studiare a scuola a più riprese….ma Thingvellir e la Grande Rift Valley in Africa sono gli unici posti dove si può osservare questo fenomeno in superficie. In questo punto si incontrano/scontrano le due placche Nordamericana ed Euroasiatica: in realtà le due placche si allontanano l’una dall’altra di 10 mm all’anno e il fondo, di quella che adesso è una valle con laghi, colline e strade, si abbassa di qualche millimetro ogni anno ….qui tutto è in evoluzione ed è grandioso!

 

Il giro prosegue con i Geyser, un altro fenomeno di madre natura. Lo Strokkur è il più famoso perché erutta con regolarità ogni 5-10 minuti e fa parte di un’ampia zona con fenomeni di acqua calda ….la temperatura è di 80-100°C…ci si brucia!! Questo gayser è stato generato da un terremoto nel 1789 e a causa di un secondo all’inizio del 1900 si era fermato. Il Comitato Geyser ha deciso di ripristinarlo e pulire il condotto, quindi oggi lo vediamo funzionante in tutta la sua forza. Il getto varia dal 20 ai 40 metri di altezza. Ammirato lo Strokkur si riparte alla volta di Gulfoss, la Cascata d’Orata. Questa cascata, alimentata da un ghiacciaio si caratterizza per due grandi salti che terminano in un grande canyon alto più di 70 m e lungo oltre due km e mezzo. In questo periodo dell’anno è parzialmente ghiacciata e l’acqua di un colore blu quasi vitreo, vista la sua origine, scorre in mezzo ai salti ghiacciati che sono veri e propri merletti!

 

Tenete presente che in ogni angolo dell’Islanda si vedono pennacchi di vapore che salgono al cielo….che siano centrali geotermiche o geyser naturali o impianti di privati cittadini!!!…..qui tutto è caldo e bolle…sotto il ghiaccio! Qui si ha il primo impatto con il vento freddo… per terra ci sono lastroni di ghiaccio, si cammina sempre sul ghiaccio, il terreno è ricoperto di ghiaccio! e il vento che si infila nella vallata e nella gola rende difficile anche solo lo stare in piedi!

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Seconda Tappa

Altra tappa poi a Seljalandsfoss: la Cascata Liquida. Il fiume cade per circa 60 m da ciò che in altri tempi era una scogliera a strapiombo sull’oceano, ora distante diversi chilometri ma visibile ad occhio nudo. Si arriva così a Selfoss famosa cittadina termale nel sud del Golden Circle e qui ci si ferma a dormire. Il paese è da cartolina. A parte l’albergo con il centro benessere le case sono allineate lungo la strada ed alcune sono ancora le originali di epoche antiche. Ci sono un cimitero e la chiesa …..e qui incomincia la caccia all’aurora boreale!

 

Dopo cena si parte e ci si allontana dalle poche luci della città …..in aperta campagna il pullmann si ferma e ci lascia nel buio e nel silenzio più completi con il naso all’insù!!!!…..chi vuole può stare al riparo in pullmann ma il bello è a terra!……per combattere il freddo…-15°C…stiamo tutti vicini vicini….tipo branco di pinguini per capirci!!!….ma il primo tentativo va a vuoto…niente aurora boreale!

 

L’aurora boreale prende il nome dalla dea romana dell’alba, Aurora, e dal vento del nord, Borea e venne coniato nel 1621. Il fenomeno è legato all’interazione di particelle cariche (di origine solare) con la jonosfera terrestre. Il fenomeno è visibile vicino ai poli poiché qui il campo magnetico terrestre è più debole. Dopo un’ora al freddo e al gelo capiamo che dobbiamo arrenderci e tornare in albergo…..dispiaciuti e rassegnati torniamo a Selfoss e andiamo a riposare. Si riparte la mattina dopo. Oggi giornata di cascate e vulcani. La prima che incontriamo sul nostro percorso è Seljalandsfoss: la Cascata Liquida. Il fiume cade per circa 60 m da ciò che in altri tempi era una scogliera a strapiombo sull’oceano, ora distante diversi chilometri ma visibile ad occhio nudo. Ovviamente è anche questa in gran parte ghiacciata e la cima del salto è come ricamata dal ghiaccio.

 

Fino a qui si attraversa il paese verso est e poi verso sud per arrivare al mare….arrivando sulla costa a sud dell’isola…si gira l’angolo dietro la cascata Seljalandsfoss e il panorama cambia improvvisamente…..la neve lascia il posto al mare e alla terra nuda. In alto ci sono ancora neve e ghiaccio ma il crinale delle montagne è verde e la terra nella vallata che costeggia il lungomare è coltivabile nelle stagioni calde. Noi l’abbiamo attraversata in una giornata di caldo sole…una gran fortuna! Animali al pascolo in realtà non se ne vedono. Bovini e pecore nei mesi invernali stanno nelle stalle e non escono, non sono in grado di resistere al clima rigido….l’unico animale che sta fuori al pascolo è il cavallo….cavallo islandese, razza che esiste solo qui e non si esporta o si incrocia, e che è stata in grado di adattarsi alle condizioni invernali islandesi…..la razza ha le zampe corte…assomigliano a poni anche se in realtà sono cavalli veri e propri…..zampe corte vuol dire stare vicino a terra e quindi sentire meno freddo!!!

 

Lungo questa strada ci si ferma ad ammirare il vulcano Eyjafjallajòkull che nel marzo del 2010 mise in ginocchio lo spazio aereo di tutto il nord Europa e non solo con la sua eruzione e le sue colonne di fumo. Uno si aspetta un vulcano imponente e maestoso ….in realtà è una cima che quasi non si nota in mezzo al crinale della montagna….il cratere però è ricoperto di ghiaccio e quando la caldera (2,5 km di diametro) esplode il risultato è devastante perché esplode e si scioglie tutto quello che ci sta sopra. Esiste un Centro Visitatori ai piedi del vulcano dove è possibile assistere ad un filmato che racconta l’eruzione del 2010 ed è possibile vedere come l’unica fattoria sia sopravvissuta all’eruzione con immagini ed interviste di repertorio. L’acquisto di un pezzo di lava o di un gadget simile è pressoché obbligatorio….è lava basaltica nera e lucida molto simile ad una pietra preziosa non lavorata. In merito al nome del vulcano gli islandesi si divertono un mondo a prendere il giro tutto il pianeta…nessun giornalista, di qualsiasi nazionalità, all’epoca dell’eruzione pronunciò in maniera corretta il nome del vulcano!

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Terza Tappa

Visto il bel tempo la guida decide di allungare il giro fino al villaggio di Vik e alla spiaggia nera di Reynishverfi. Un avvertimento ci viene dato: non avvicinatevi all’acqua come fareste su una spiaggia normale….le onde sono potenti e la risacca può trascinare in mare. Una volta a terra lo spettacolo è affascinante: la spiaggia è di ciotoli neri (basalto lavico di origine eruttiva) e il mare è di un colore vitreo con onde e cavalloni spumeggianti. Su un lato della spiaggia la montagna si tuffa in acqua lasciando scoperte le colonne di basalto esagonali raffreddatesi velocemente a contatto con l’acqua. Sull’altro lato la spiaggia si perde a vista d’occhio con imponenti faraglioni neri all’orizzonte. La temperatura è buona ma la giacca a vento non si toglie intendiamoci! Sulla via del rientro ci si ferma ad una altra cascata Skògafoss che contende il primato alla Cascata d’Oro. Lo scenario è unico soprattutto in una giornata di sole ….l’arcobaleno non manca quasi mai a coronare la bellezza della cascata….e le foto si sprecano!

 

Si rientra in albergo per riscaldarsi e andare a cena. Si sceglie un ristorante aperto in uno degli edifici storici di Selfoss che ha mantenuto stili e arredi dell’epoca…tutto in legno con pareti decorate e broccati in ogni angolo….ogni tavolo è praticamente in una saletta privata…..dal salmone alla carne….tante prelibatezze tutte da provare….cosa non è poi stato l’ammazza caffè!!!….un liquore tipico ad alta gradazione 40°C….ma servito freddo andava giù liscio come l’olio!!.

 

Mentre siamo seduti a tavola ci chiama la guida, rimasta in albergo distante poche centinaia di metri, che ci invita ad andare di corsa dietro l’albergo per vedere….l’aurora boreale!!! Pagato il conto di corsa, fuggiamo come ladri….e cercando di stare in piedi sul ghiaccio…ridendo come matti raggiungiamo il cimitero dietro l’albergo, sulla riva del fiume, per allontanarci dalle luci e goderci lo spettacolo.

 

Ad aspettarci c’è un drappeggio verde smeraldo, non altissimo ma lunghissimo in dimensione. L’aurora è viva…si muove continuamente….il drappeggio si muove continuamente. Lo spettacolo è durato più di un’ora….alla fine soddisfatti siamo tornati in albergo addormentandoci con un sorriso! La mattina dopo si parte per tornare a Reykjavik. Come andare in Islanda e non andare alle terme!!!…ed in particolare come non fare una sosta alla Blue Lagoon.

 

La Blue Lagoon è un’area geotermale con una piscina termale all’aperto che rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell’Islanda. La laguna (9 milioni di litri d’acqua) è alimentata dalla produzione di acqua del vicino impianto geotermico di Svartsenfi, con un tempo di rinnovo di due giorni. La temperatura dell’acqua è di circa 37-39°C. Le acque sono ricche di minerali come silicio e zolfo e contengono un’alga con particolari proprietà curative. Il colore blu per cui è famosa è legato al silicio e al suo modo di riflettere la luce del sole.

 

Il centro termale è moderno e gigante…..una volta usciti dagli spogliatoi con solo costume ed accappatoio ci si ritrova all’aperto a pochi gradi sopra o sotto lo zero….scegliete voi…ma al freddo e quindi ci si riprende solo una volta a bagno al caldo…..è come galleggiare su una nuvola….il calore dell’acqua forma una specie di nebbia che avvolge tutto e tutti…..molto suggestivo e gradevole.

Quarta Tappa

Dopo un salutare pranzo al ristorante delle terme si riparte alla volta della capitale per un veloce giro turistico. Il simbolo della città è la sua cattedrale dal nome impronunciabile: Hallgrimskirkja. In cemento, con un campanile alto 75 m dotato di una cuspide piramidale che contiene un concerto di 29 campane, e con un organo a 5275 canne che sembra una macchina da guerra per imponenza e magnificenza. Il design innovativo suscitò molte polemiche ma, dopo 39 lunghi anni, la chiesa fù completata. Le grandi colonne che incorniciano ciascun lato della torre rappresentano delle colate laviche di basalto….le stesse viste sulla spiaggia di Vik.

 

Sul piazzale antistante la chiesa si trova una statua in memoria di Leifur Eiriksson, di origini vichinghe, primo europeo ad imbattersi nel continente americano nel 900!!!! e donata direttamente dagli americani al popolo islandese in occasione del millesimo anniversario dell’Assemblea Nazionale. A questo punto si torna in albergo….Bjork Hotel nella piazza vecchia della città….albergo storico in stile liberty veramente notevole. E’ d’obbligo un giro per le strade del centro per un po’ di shopping….i negozi non mancano….dai souvenir agli articoli pregiati in pelle e pelliccia e lana pregiata delle pecore qui allevate….con la pelle dei pesci fanno portafogli e borse!!!….veramente originali….

 

La cena in un ristorantino tipico a base di pesce…….a proposito di ristoranti….qui sono tutti di dimensioni piccole….se siete in tanti prenotate altrimenti si fa difficile….e qui il pesce lo pescano fresco, salmone e molto altro…specie che noi non conosciamo neanche… Poi due passi a piedi per la città fino al lungo mare dove si trova l’Harpa Concert Hall centro dove si svolgono esposizioni, mostre, convegni e concerti….….la facciata è realizzata in vetro e acciaio con un sistema modulare dodecagonale a nido d’ape, che riproduce sempre l’idea del basalto. La facciata cambia continuamente colore……ed è “diretto” da un centro di controllo situato in Danimarca a casa dell’architetto che l’ha costruita…..originale!

 

Girovagando per il porto si alzano gli occhi al cielo e ancora una volta.….l’aurora boreale….non così sgargiante come la prima…anche perché siamo in città e le luci danno noia….e non così grande…..dopo una ventina di minuti scompare…..ma sempre molto emozionante.

 

A questo punto felici si torna in albergo a fare le valige.….il giorno dopo partenza per l’Italia. Quando ci alziamo nevica,….ed è altrettanto suggestivo….tutto si ricopre di bianco in pochi minuti e sembra di stare in una favola! La considerazione è legata al fatto che noi siamo stati fortunati ed abbiamo assaporato l’Islanda con 5 giorni di sole!!…..se così non fosse stato non so immaginare esattamente che tipo di vacanza sarebbe stata!!…il grigio delle nuvole, il freddo ed il vento non sarebbero stati dei compagni di viaggio tanto gradevoli!

 

L’Islanda è un paese incredibile dove ancora una volta la natura ci insegna che siamo nulla….e questo è quello che porto a casa come insegnamento. Gli islandesi stessi vivono, costruiscono e coltivano ricordando costantemente che devono rispettare l’ambiente in cui vivono…..e questo te lo ripetono ogni volta che possono.

 

Questo è un paese in cui tornerò sicuramente magari in estate…..e magari visitando la parte a nord est verso il circolo polare, più selvaggia e incontaminata e meno turistica.